venerdì 9 novembre 2012

Lo strano caso di Giuliano Palma

Sapete tutti chi è Giuliano Palma? Giuliano Palma  (G. P. per gli amici, o almeno credo) è quel signore che ultimamente in radio tiene a farci sapere che, per combattere lo stress,  fuma (solo un po') e poi gioca a P.E.S. Tutto questo a 47 anni suonati. Contento lui.
Chi ascolta i grandi network nazionali, per esempio Radio Deejay o RTL, saprà anche che l'artista in questione è una presenza fissa, o quasi, dei palinsesti.
La cosa curiosa però è il repertorio. Giuliano Palma parte, a mio avviso molto bene, con i Casino Royale, uno dei gruppi più originali dei primi anni novanta italiani. Poi, come succede a molti, si perde. Purtroppo per noi però non si perde nell'oblio. Cambia invece genere e si dà alle cover. Niente di male fare cover. Praticamente tutti i gruppi iniziano con le cover di artisti famosi. Centinaia di onesti lavoranti   musicali sbarcano il lunario ogni week end reinterpretando brani celebri nei locali di provincia o nei piano bar. Per non parlare delle più celebri cover band, tipo la Combriccola del Blasco e i Killer Queen (le prime due che mi sono venute in mente), che fanno musica di assoluta qualità. Quindi anche il nostro si dedica a questa pratica in maniera assidua, riarrangiando in chiave ska e reggae brani famosi, specialmente anni '60. L'idea può anche essere carina e originale. Però non può essere riproposta per anni, più di 10 per l'esattezza, tenendo conto che il primo album di Giuliano Palma & The Bluebeaters, la sua band,  è del 1999 (grazie wikipedia). Sia che si tratti di Wonderful Life o Per una Lira, le canzoni al nostro beniamino escono tutte uguali. Spiccicate.  Eppure questi brani imperversano nei network di cui sopra. Il sospetto è che G.P. goda di un notevole endorsement da parte dei conduttori  delle varie radio  private, che, nonostante questi album raramente entrino in classifica, regalano al nostro ripetuti passaggi.
Non me voglia il buon Giuliano, ma se proprio deve ripescare qualcosa, perché non riporta in auge i Casino Royale? Ma senza arrangiamenti reggae, please.

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